RICERCHE A CURA DI CRV-ACR
L'ETA' DEL PIANETA "T" (TERRA)

Nel 1788 il geologo scozzese James Hutton, che si fece conoscere, soprattutto per i suoi studi sulla fertilità della terra ed in particolare della campagna scozzese. Ma ebbe l'intuizione delle origini magmatiche delle rocce, che gli permise di porre le basi per comprendere la lunghissima durata delle ere geologiche. Egli scrisse che quando si poneva il problema dell'età della terra non riusciva a riconoscere "nessuna traccia di inizio, nessuna previsione di una fine"; secondo lui infatti, i tempi geologici erano più lunghi di qualsiasi immaginazione. La scoperta della radioattività, avvenuta alla fine del secolo scorso, permise finalmente, alla geologia di utilizzare un importantissimo strumento per determinare l'età di materiali antichissimi quali le rocce terrestri: si tratta della datazione radiometrica (che, basandosi su un processo misurabile, consente di fornire una datazione assoluta). Un altro metodo per datare le rocce - e in ultima analisi, calcolare l'età del nostro pianeta terra - è quello di studiare gli strati delle rocce sedimentarie e fossili, cioè i resti vegetali e animali conservati nelle rocce della crosta terrestre. La stratigrafia aiuta anche i geologi a costruire e ricostruire le condizioni climatiche delle ere passate, fornendo informazioni certe sul tipo di atmosfera che circondava la terra. I fondali oceanici, infine al nostro discorso conoscitivo, ci permettono di registrare - per gli ultimi duecento milioni di anni - le inversioni del campo magnetico terrestre. James Ussher (1581-1656) dopo aver effettuato una serie di calcoli basati sulle sacre scritture in base a degli avvenimenti certi, era un arcivescovo irlandese, concluse che la terra era stata creata nel 4004 a.C. Molti scienziati l'accettarono sino a quando si accorsero che anche altre religioni stabilirono date diverse a secondo della storia della loro religione o credenza. William Thompson (1824-1907) scienziato britannico (nominato pari d'Inghilterra con il titolo di Lord Kelvin) determinò l'età della terra partendo dal presupposto che essa in origine, si presentava con la superficie allo stato fuso. Calcolò il tempo che aveva impiegato per raffreddarsi per raggiungere l'attuale temperatura e ottenne un tempo pari a 40 milioni di anni, un lasso di tempo troppo breve per permettere l'evoluzione della vita e la stratificazione delle rocce sedimentarie. Si ritiene quindi, in base a ciò che la terra abbia 4550 milioni di anni. Questa stima è stata dedotta in base alla datazione di rocce provenienti dalla luna e dai meteoriti che ci suggeriscono che il nostro sistema solare si è formato nello stesso periodo "il precambiano". Proseguiamo a ricercare.

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Con quali strumenti gli antichi stiravano i vestiti? È curioso, ma nessuno si è mai chiesto come mai per millenni nessuno pensò di utilizzare il calore per facilitare la stiratura dei vestiti. Infatti, nell'antichità si stirava a freddo. Nell'antico Egitto, dove per esempio si usavano lisciatoi di pietra per plissettare i gonnellini dei faraoni, sia a Roma, dove i lavandai (fullones) stiravano a freddo, usando, com'è noto, urina umana per inumidire il tessuto. In alcuni casi si usava una piccola pressa simile ad un torchio da olio o da vino, il prelum. Furono i cinesi, alla fine della dinastia Han (206 a.C. - 220 d.C.) a utilizzare per primi il calore. Il loro ferro da stiro era una specie di padellina riempita da braci ardenti. Le prime testimonianze attendibili di ferri da stiro riscaldati risalgono al XII° secolo. E furono trovate nel nord Europa; si trattava di piastre di ferro con il manico a forma di barca, come i ferri attuali, esse venivano riscaldate dal fuoco. Più tardi comparvero quelli che contenevano carbone. Solo nel 1882 nacque il ferro elettrico.

ARCHEOLOGIA - CORSI E PERCORSI FORMATIVI
LA RICERCA… DEL CONOSCERE
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"Storia continentale e carotaggio marino"
(scopriamo i segreti del nostro pianeta! Osserva e scopri)

I fossili ci parlano del clima e dell'ambiente del passato. Gusci di conchiglie trovate su alte montagne sono la dimostrazione che i depositi sedimentari marini sono stati sollevati formando alti plateau e catene montuose. Canyon austriaco. Un canyon è una profonda incisione valliva con versanti molto ripidi, prodotta dall'azione erosiva di un corso d'acqua. Le alpi austriache presentano numerosi canyon. Oppure il gran canyon… Negli ultimi 60 milioni di anni, l'altopiano del Colorado si è sollevato di 300 mt. L'èquipe del geologo John Wesley Powel (1834-1902) statunitense, guidò l'esplorazione del Gran Canyon, in Arizona - USA. Costatò che il fiume Colorado aveva scavato erodendolo questa profonda gola. L'altopiano del Tibet. La regione pianeggiante della terra situata a maggior altitudine (4.500 mt) è il plateau tibetano, circondato da montagne di origine recente, formatesi contemporaneamente ad esso. Altri plateau, in Africa che non sono vicini a catene montuose, la loro origine sembra dovuta a un semplice innalzamento. Il carotaggio del fondo marino. Un modo per scoprire come sono avvenute le variazioni climatiche consiste nell'esaminare gli strati sedimentari che si sono depositati sul fondo del mare. In passato, quando il clima è mutato, si sono registrate variazioni anche della temperatura delle acque di mari e laghi. Il mutamento delle condizioni ha determinato sviluppi di forme di vita vegetali e animali differenti che, una volta morte, sono state inglobate nei sedimenti. Come si forma un sedimento. I sedimenti sono composti da rocce più antiche. Durante un violento acquazzone la pioggia pesante scioglie la sabbia e la ghiaia erosa dai pendii delle montagne, insieme al suolo questo sedimento viene trascinato via dai fiumi e depositato quando e dove la corrente dell'acqua rallenta. Il fiume in piena è sempre caratterizzato da acque torbide che contengono sedimenti trasportati come fango, sabbia e ciottoli. I resti fossili si sono accumulati negli ammassi di fango e limo che si andavano formando. Per esaminare i sedimenti, speciali navi di trivellazione aprono dei fori sul fondo marino e ne estraggono una "carota" che è stata analizzata, è stata prelevata dal fondo del mar Mediterraneo per studiare i "foraminiferi", minuscoli animali plactonici marini con il guscio calcareo. Per prima cosa la "carota" viene sezionata in due parti nel senso dell'altezza. Una metà viene utilizzata per compiere le analisi, mentre l'altra viene conservata. I livelli superiori sono costituiti dai sedimenti più recenti. Dopo un primo lavaggio con perossido di carbonio, si passa al setaccio e poi viene asciugata e analizzata al microscopio. Poi avviene la raccolta finale dei dati che ci dicono tutto. Semplice no?