MODI DI DIRE IN MILANESE a cura di GIOIA/ACR IL MILANESE e Accademia

A Cinisell peschen la luna cont el rastrell T: A Cinisello pescano la luna con il rastrello: presa in giro dei
sempliciotti che vengono dalla campagna. A la san fassan. Alla carlona: è una voce derivata dal Francese ma di significato incerto (sans façon ?) A pagà e a morì semm semper in temp.  A pagare e a morire c'è sempre tempo: si dice quando qualcuno vuol saldare il suo debito. A stà coj can se ciappa i purés. Con le cattive frequentazioni si prendono cattive abitudini. A vess tropp bon se passa per mincion Ad essere troppo buoni si passa per minchioni Al temp de Carlo Codega. Equivale a riferirsi ai tempi passati: l'etimologia è incerta; forse si allude a quando i nobili si facevano il codino o si facevano precedere da un servitore con la lanterna (costui era detto "el codega" probabilmente dal greco edegos che significa guida.); oppure semplicemente ad un macellaio che aveva da tempo lasciato la sua bottega: si trattava di un certo Carlo detto "cotica" per la mercanzia che vendeva.  Chi sa el latin, loda l'acqua e bev el vin Chi è sapiente parla bene dell'acqua ma beve il vino. Chi spera in del lott, se l'è vestì se troeuva biott. Chi crede nella fortuna improvvisa spende i suoi soldi inutilmente. Ciapà el lecchett. Prendere il vizio, prendere l'abitudine. Coj poesji, ne pan, ne vin, ne luganeghin. A fare il poeta non si mangia. Contà sù la rava e la fava  Dire noiosamente come è andato un fatto. Lo si dice quando si parla di un fatto raccontato da altri. Curios 'me 'l mal de venter Modo di dire per definire un curioso fastidioso. Da on Sant Antoni fa foeura on Sant Antonin Si dice quando lavorando si scarta troppa roba intorno a ciò che si deve fare. Dagh a la gatta de curà el lard Sbagliare a scegliere una persona cui affidare qualcosa. Dedrè al s'ciopp, ma dinnanz di muj. Dietro al fucile ma davanti ai muli: consigli per la propria sicurezza. Doo nos ind on sac, doo donn in la cà, fan sempre fracass. Frase da misogini per indicare che due donne insieme fan sempre rumore. El fioeu de nissun (o de la serva). È la protesta di chi si sente escluso; "ma chi sunt"? el fioeu de la serva?" . El gh'ha ciapàa la rogna, ma el Pader Eterno el gh'ha dàa i ong per grattalla.  Il detto testimonia che per ogni guaio il Signore ci dà un mezzo per uscirne. El gh'ha giudissi per duu e minestra per tri. Si dice di qualcuno che non capisce nulla giocando sulla pronuncia "per duu" equivalente a "perdù" cioè giudizio perso. El ghe entra come la Rosina nel credo. Quando si parla di qualcosa che non c'entra niente con quello che si stava discutendo. El giald el manten, el ross el va e el ven. La frase è probabilmente nata fra i fabbricanti di formaggio che provavano a colorare la pasta del formaggio; si erano accorti che con lo zafferano (giallo) si otteneva una pasta costante mentre col "rossett" i risultati erano variabili. El meste de frà fagott: l'è toeuss i fastidi per nagott. L'espressione cerca la rima. Viene chiamato frate fagotto chi vuole assumersi impegni e guai senza motivo o anche chi si spaventa se c'è da fare qualcosa. El taja m'el ghe ved. Si dice di un coltello che non taglia. El tira la carrozza cont i bussecch. Tirare la carrozza con le budelle significa essere un nobile decaduto. Anca la sciguetta col fà tropp giughitt, la malvezza i uselit. Anche la buona mamma, se dà troppi vizi, finisce per rovinare i bambini. Andà a dormì con la Madonna. Andare a dormire senza mangiare, dopo le orazioni. Andà a dormì in cà Pajnna. Significa andare a dormire nella paglia: sono molte le spressioni milanesi che usano il "cà" qualcosa per mascherare le situazioni: cfr "cà Busca" etc. Andà a Robarello (o a Grattosoeuijl). Si dice di uno che va a rubare: "Robarello" è inventato; Gratosoglio invece esiste. Andà a Romma senza vedè el Papa. Fare qualcosa di importante senza concluderla. Andà a sloffen. Tedeschismo: andare a dormire. Andà al teater de la Canobbiana (sott i covert de lana). Detto dei poveri che non potevano permettersi di andare allo spettacolo serale. Andà in cà Busca, andà in cà Legnanna. Tutte espressioni per minacciare qualcuno di botte. Asen de natura ch'el sa minga legg la soa scrittura. Si dice anche in Italiano di chi non sa leggere ciò che ha scritto. Avegh on mestèe in man, mancarà mai on tocc de pan. Chi è capace di lavorare non avrà mai fame. Bisogna vardass del caval che fa el restin e del paisan che parla latin. Occorre diffidare del cavallo che si arresta ogni momento e del villano che vuol fare il colto. Bisogna cred la metà de quel che se vèd, nagotta de quel che se sent. Occorre credere la metà di quello che si vede e nulla di quello che si sente. Bosin ... È uno che vien dalla campagna: il termine veniva usato senza offesa e definiva quasi sempre un cantastorie che veniva in città per guadagnare qualcosa attraverso. le sue cantate dette "bosinate". Questo termine finì col designare una composizione poetica anche senza musica; in un certo tempo era quasi obbligatorio che in un pranzo fra amici qualcuno improvvisasse "ona bosinada". Cala semper cinq ghei per fà ona lira. Si dice di persona che non conclude mai quello che ha cominciato (ghe calerà semper cinq ghei per fa on franc). Chi ama Dio ama i so Sant. Chi vuol bene a una persona ama anche i suoi difetti. Chi el gh'ha la rogna che se la gratta. Quando uno ha un guaio se lo sbrighi da solo.  Chi gh'ha minga de fastidi el va a cercaj col lanternin. Ognuno ama complicarsi la vita... Chi l'è stà scottàa con l'acqua calda, el gh'ha paura anca della freggia. Chi ha fatto una brutta esperienza non si fida più neppure delle cose più innocue. Chi lavora da San Paul a San Peder el gh'ha la canetta de veder. Il giorno di Sampietro e Paolo è uno solo: quindi chi lavora solo quel giorno si dice che abbia "la spina dorsale" di vetro, ossia che non voglia mai piegarsi... (segue)

"MA VA' A BAGG A SONA' L'ORGHEN..."
oceano-r@libero.it

C'é un modo tutto particolare per invitare qualcuno ad andare a Baggio e solitamente lo si fa in dialetto: "Ma và a Bagg a sonà l'orgnen...". Il significato? Più o meno lo stesso di quando si dice: "Va a quel paese". Una risposta dunque sarcastica, beffarda a chi ti sta prendendo in giro o a chi cerca di raccontarti cose inverosimili. Ma perché si dovrebbe andare proprio a Baggio e non all'Ortica o alla Bovisa e per di più a suonare l'organo?
Secondo una prima ipotesi, l'esortazione sarebbe nata al tempo di Napoleone quando le invasioni dei suoi soldati coincidevano puntualmente con la "requisizione" di molti oggetti di valore. Proprio durante una di queste incursioni, dalla vecchia chiesa di Baggio sparì un prezioso e antico organo. Si cercò in qualche modo di recuperare lo strumento anche patteggiando con i soldati ma non ci fu nulla da fare. L'arciprete, allora, per protesta decise, perché il vandalismo fosse ricordato, di far dipingere un organo sulla parete della basilica. E così fu. Dopo qualche settimana Baggio riebbe, si fa per dire, il suo strumento.
A carnevale la beffa dalla quale sarebbe derivata la famosa frase. Qualcuno, infatti, invitò un gruppo di valenti musicisti ad esibirsi all'organo. Questi, lusingati, arrivarono a Baggio ma il concerto lo fecero altri a suon di pernacchie.
Un'altra versione, raccolta anche dal gruppo di lavoro del giornale "Il diciotto",
autore di un interessante opuscolo su Baggio, confermerebbe l'esistenza di un organo nella chiesa, uno strumento particolarmente impegnativo e poco ambito dagli studenti del Conservatorio anche perché arrivare dal centro di Milano era, un tempo, quasi un'impresa. In questo caso "va a Baggio a suonare l'organo" sarebbe stato detto da quegli insegnanti che volevano ammonire gli allievi più indisciplinati o più presuntuosi nel senso di "vedremo se te la saprai cavare".
Altra ricostruzione, secondo molti la più attendibile, riguarderebbe ancora il rapporto tra Baggio e il Conservatorio milanese. Questo strumento sarebbe stato, come si diceva, per la sua difficoltà, accessibile a pochissimi. L'unico in grado di utilizzarlo al meglio era un arcigno professore del Conservatorio, lo stesso che suonava nelle grandi occasioni l'organo in Duomo, noto tanto per la sua abilità quanto per la sua severità. La sua venuta a Baggio era considerata un avvenimento, tanto che i Baggesi andavano ad accoglierlo al "confine" (oggi piazza De Angeli). Erano gli studenti a sottolineare con un liberatorio "va a Baggio a suonare l'organo..." una giornata di tranquillità.
... ora potremmo aggiungere ...
ma va bacc a ... "al parco delle cave"

PARCO DELLE CAVE. RINNOVATO ACCORDO TRA COMUNE DI MILANO E ITALIA NOSTRA 8 agosto 2007
Trovato un accordo tra Comune di Milano e Italia Nostra per la cura del Parco delle Cave: si conferma così la collaborazione tra Amministrazione e Associazione, in un quadro di rinnovata collegialità.
Il Comune di Milano ha già siglato gli accordi con le altre quattro associazioni e l'agricoltore che operano nel Parco. Ora, con Italia Nostra e con il suo Centro Forestazione Urbana intende armonizzare gli specifici apporti nell'interesse generale e nel quadro di sviluppo del Parco. "Quello di Italia Nostra è storicamente un ruolo importante che non abbiamo mai messo in discussione - ha commentato l'assessore all'Arredo, decoro urbano e verde Maurizio Cadeo - e questo accordo è stata l'occasione per valorizzare il ruolo di tutte le associazioni che operano a Parco delle Cave, una delle realtà più importanti della città sia per l'estensione dell'area verde sia per le formula adottata nella gestione e nella cura. Abbiamo intrapreso con fermezza un percorso di grande coerenza e chiarezza, rivendicando per il Comune - come era doveroso fare - il ruolo di protagonista nel coordinamento e nella gestione. Una gestione di assoluta trasparenza e che allontana ogni ombra di possibili speculazioni. Ora - ha concluso Cadeo - si tratta solo di lavorare insieme per ampliare e migliorare Parco delle Cave oltre che procedere nel completamento dell'anello di parchi intorno alla città. E in questo impegno siamo felici di avere al nostro fianco anche Italia Nostra". L'impegno prioritario è infatti quello di completare il Parco delle Cave (Cava Ongari, le aree centrali, il margine est e il margine ovest) e continuare nella realizzazione della "Cintura verde ovest Milano", così come auspicato anche dalla delibera consiliare del 1° febbraio 2007 per le linee di indirizzo del Parco. Avanza il confronto avviato a partire dallo scorso autunno fra istituzioni, cittadini, personalità e associazioni, dichiara Luca Carra, presidente di Italia Nostra Milano e continua: "Ringraziamo tutte le persone che ci sono state vicine in questi lunghi mesi con manifestazioni di stima e affetto per il nostro lavoro. L'accordo che firmiamo con il Comune di Milano ci consente di continuare a lavorare per il Parco delle Cave e per la Città di Milano, con la passione e la competenza che abbiamo sempre cercato di mettere nel nostro lavoro".

News... concorso di poesia... 3402707829
Caro lettore, collegati con il Bando del Concorso di Poesia? clicca qui!
BENVENUTI nel sito e nei blog di ACR/ONLUS.. ultimissime.. OSCAR..Edizione.....2012/13/14/15 h 16/20...visita il sito e trovi le indicazioni.. "Acr-onlus, Accademia e UNIVERSITA' per migliorare la VITA" sono aperte le iscrizioni ai corsi. Appuntamenti: al Centro per Giovani di Piazza Olivelli ex Forze Armate, angolo via Olivieri e via Beltrami a Milano. C/o Filo Creativo di Flavia Via Giovanni Pascoli 6 Vailate provincia di Cremona. A Sanremo in piazza Cassini 12/13. Ad Asso (Como) presso il centro ricerche vallassinesi di via Matteotti (Palazzo comunale e biblioteca): Corso base per pc. Altri corsi possibili: Introduzione all'Archeologia, Arte del restauro, Ballo (Liscio, Gruppo e Latino), Cultura del dialetto (Milanese, Lombardo e Ligure),  Cucito e Taglio  (Maglia e uncinetto), Decupage, Difesa personale, Giornalismo, Italiano per stranieri,  Informatica, Musica, Poesia, Psicologia, Teatro, Volontariato, ecc. (I nuovi corsi partiranno con un minimo di 5 iscritti). Le passate edizioni sono pubblicate sul sito e sui blog (poesie)!... Prosegue... anche su facebook... intensamente l' ATTIVITA' di ACR: .. x altre info e appuntamenti...  n° tel.  02 87392826 - fax 0299980500 - cell.3402707829-3394523017...e-mail: info@acraccademia.it  oceano.rio@alice.it oceano-r@libero.it delfino-sk@libero.it Acr